TORINO – “Ha capito di aver sbagliato, era dispiaciuto”. Così il giudice per le indagini preliminari scarcera, dopo due giorni in cella, un 42enne accusato di abusi sessuali contro una 13enne. Una decisione che il pubblico ministero ha dichiarato di voler impugnare al Tribunale del Riesame. A intervenire sulla polemica per la decisione del magistrato è stato lo stesso ministro della Giustizia, Carlo Nordio che ha annunciato l’invio di ispettori “per acquisire ogni valutazione utile”.
A rispondere indirettamente alla decisione di Nordio è stato l’avvocato Roberto Capra, presidente della Camera penale del Piemonte occidentale, che ha pubblicato un dialogo satirico tra due ispettori del Ministero della Giustizia. I due personaggi fittizzi nella vignetta ironizzano sulla decisione di Nordio, rivendicando il diritto dei giudici alla scarcerazione nella fase delle indagini preliminari.
L’episodio di violenza si sarebbe verificato nel minimarket dove l’uomo lavorava nella periferia nord del capoluogo piemontese. La minorenne si sarebbe recata nel negozio dove l’accusato lavorava per comprare alcune bevande ai fratelli. Tra gli scaffali si sarebbe consumata la violenza, confermata anche dalle telecamere di sorveglianza della zona. Durante l’udienza di convalida dell’arresto, però, il gip ha valutato positivamente la collaborazione dell’accusato, disponendo per lui il solo obbligo di firma.
A criticare la decisione del giudice non solo il mondo della politica, ma anche l’associazione nazionale anti-pedofilia che ha annunciato una protesta davanti al Tribunale di Torino. “Una decisione del genere non solo è inaccettabile, ma rappresenta un messaggio devastante per tutte le vittime di violenza”, ha commentato Roberto Mirabile, presidente dell’associazione.


