Oscar, "Dogman" di Garronefuori dalla shortlistdel miglior film straniero

Resta in gara "Suspiria" per il makeup Polemiche su "Roma", prodotto da Netflix

La storia del “canaro della Magliana” non volerà a Los Angeles. L’Academy ha diffuso nove shortlist fra le categorie degli Oscar per il 2019 e “Dogman” non è nella lista dei lungometraggi ancora in gara come miglior film straniero. La pellicola di Matteo Garrone, che ha visto Marcello Fonte vincere il premio di miglior attore al Festival di Cannes e l’European Film Award di Siviglia, non è riuscita ad arrivare fra i finalisti. L’ultima volta che accadde per i film italiani fu nel 2014, anno in cui Paolo Sorrentino trionfò con “La grande bellezza”.

Per il nostro paese resta in gara “Suspiria” di Luca Guadagnino nella categoria make-up e hairstyling, mentre la colonna sonora “Suspirium” scritta da Thom Yorke corre per la statuetta alla “canzone originale”. Rimangono in lizza per il miglior film straniero “Cold war” del polacco Pawel Pawlikowski, “The guilty” (Danimarca), “Opera senza autore” (Germania), “Affari di famiglia” (Giappone, già vincitore della Palma d’oro di Cannes nel 2018), “Birds of passage” (Colombia), “Carfanao” (Libano), “Akya” (Kazakistan), “Burning” (Sud Corea) e il Leone d’oro a Venezia 2018 “Roma” del messicano Alfonso Cuaron. Prodotta da Netflix, la pellicola di Cuaron ha generato malumori tra gli addetti ai lavori, a cominciare da Steven Spielberg. Tanto che la prossima edizione degli Oscar rischia di trasformarsi in un referendum sul colosso americano dello streaming.

Il prossimo 22 gennaio si sceglierà la cinquina finale in vista della cerimonia di Los Angeles del 24 febbraio. Resta però l’amarezza per l’esclusione di “Dogman”: l’ad di Rai Cinema Paolo Del Brocco, che ha coprodotto anche “Opera senza nome”, si è detto dispiaciuto “perché in un anno di grandi film, Dogman era allo stesso livello se non superiore ad alcuni titoli entrati nella shortlist”.

Massimiliano Cassano

Napoletano trapiantato a Roma per inseguire il sogno di diventare giornalista. Laureato in Mediazione linguistica e culturale, ossessionato dall’ordine. Appassionato di politica, arte, Lego, calcio e Simpson. Arbitro di calcio da giovanissimo per vocazione.