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“Gaffe e spese esagerate”. In Rai scatta lo sciopero anti-Petrecca

di Pietro Bazzicalupi13 Febbraio 2026
13 Febbraio 2026
paolo petrecca

Paolo Petrecca, direttore di Rai Sport | Foto Ansa

ROMA – Presunte consulenze d’oro, promozioni continue e budget lievitati. E ancora le gaffe durante la telecronaca della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, finite perfino sulle pagine del New York Times. In Rai è scattato lo sciopero delle firme contro il direttore di Rai Sport Paolo Petrecca, criticato anche per dei conti che non tornerebbero. Spese che, secondo quanto emerso in una riunione interna del 3 febbraio, avrebbero registrato un’impennata significativa dall’arrivo del direttore.

La questione dei conti: aumentati i costi delle consulenze

Il dato saltato all’occhio riguarda le consulenze esterne: 640mila euro in più rispetto all’anno precedente. Ma non è tutto. I costi delle rubriche storiche sono passati da 1,7 milioni complessivi nel 2024 a 2,34 milioni nel 2025, con la nuova gestione avviata da marzo. Rientrano anche programmi simbolo come La Domenica Sportiva, Dribbling, Il 90° del sabato e Il Processo del lunedì.

Lo sciopero delle firme

Un’escalation che si aggiunge alle polemiche editoriali che hanno portato l’Usigrai a proclamare lo sciopero bianco contro le mancate dimissioni del direttore. “Nonostante l’immagine di Rai Sport e della Rai siano state danneggiate, nulla è avvenuto. Continueremo a difendere l’autorevolezza dell’informazione Rai per garantire a voi cittadini un servizio pubblico di qualità”, si legge nel comunicato. Da giorni i giornalisti realizzano servizi e dirette senza firma: l’informazione è garantita, ma senza “metterci la faccia”. Una protesta simbolica, estesa all’intera azienda dopo l’imbarazzo internazionale seguito alla cerimonia olimpica. 

Gli scenari futuri

I vertici di Viale Mazzini, però, non hanno ritenuto sufficienti né la figuraccia né le tensioni interne per chiedere un passo indietro. Così lo scontro si è spostato anche sul terreno sindacale, con la contrapposizione tra Usigrai e Unirai. Nelle redazioni, dal Tg1 a Rai Sport, il clima resta teso. C’è chi teme che eventuali contromosse dall’alto, come l’affidamento dei servizi ai fedelissimi pronti a firmare, possano depotenziare la protesta. 

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