WASHINGTON – Il flop al botteghino per il documentario su Melania Trump sarebbe dietro l’angolo ancor prima di arrivare nelle sale americane. Non bastano i 40 milioni di dollari investiti da Amazon per produrre il film “Melania”, né tantomeno la campagna di marketing degli ultimi mesi che ha organizzato la prima proiezione alla Casa Bianca. A preannunciare il disastro nelle sale sono gli stessi americani, che sui social mostrano come i biglietti per le proiezioni siano ancora tutti disponibili.
La minaccia delle sale vuote preoccupa non solo il presidente americano, Donald Trump, che aveva annunciato il successo del prodotto, ma anche chi ha lavorato al documentario. Due terzi dei tecnici, infatti, ha dichiarato di non voler comparire nei titoli di coda. Nessuna indulgenza invece per il regista, Brett Ratner, già nel ciclone delle critiche durante le riprese. Il suo ritorno a timone di un progetto cinematografico così “istituzionale” arriva dopo le accuse di violenza sessuale nel 2017 che lo videro al centro dello scandalo #Metoo.
A salvarsi per ora dalle critiche è proprio la protagonista del progetto, Melania Trump, che è stata definita dagli stessi addetti ai lavori “sempre disponibile e gentile”.


