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Rogoredo, Cinturrino chiede i domiciliari. L’agente si difende ancora davanti al Riesame

di Elisabetta Guglielmi17 Marzo 2026
17 Marzo 2026
Carmelo Cinturrino in ambulanza la sera dell'uccisione di Mansouri

Carmelo Cinturrino in ambulanza la sera dell'uccisione di Mansouri | Foto Ansa/Andrea Fasani

MILANO – Ha chiesto i domiciliari il poliziotto Carmelo Cinturrino, indagato per l’omicidio del 28enne Abderrahim Mansouri, presunto pusher. Tra i 30 capi di imputazione per cui l’agente è indagato, oltre a violenze e minacce, figura anche l’omicidio premeditato. Dagli approfondimenti dell’inchiesta è emerso un contesto di operazioni borderline, racket, pestaggi e soprusi per una gestione illegale delle piazze di spaccio tra Rogoredo e Corvetto.

Cinturrino si è difeso dall’accusa di omicidio volontario aggravato, davanti al Riesame, in un’udienza per la richiesta di scarcerazione durata due ore. Come riferito dagli avvocati, Cinturrino conosceva Mansouri “solo per una foto segnaletica” e ha negato le altre accuse di spaccio, violenze e pestaggi. L’agente ha ribadito di aver “sparato per paura”.  “Non volevo uccidere”, ha detto al collegio dei giudici.

L’udienza

L’udienza al Tribunale del Riesame di Milano per l’assistente capo del commissariato Mecenate Carmelo Cinturrino è iniziata martedì 17 marzo. L’uomo è in carcere dal 23 febbraio per aver ucciso, il 26 gennaio scorso nel bosco di Rogoredo, il 28enne Abderrahim Mansouri con un colpo di pistola alla testa durante un controllo anti spaccio.

La Procura di Milano contesta al poliziotto oltre 30 capi di imputazione, tra cui sequestro, estorsione, arresto illegale, depistaggio. All’agente è contestata anche l’accusa di omicidio con “l’aggravante della premeditazione”, con quella dell’aver violato i doveri inerenti alla pubblica funzione. Accuse pesanti che potrebbero, se confermate, portare anche a una eventuale condanna all’ergastolo.

Secondo le testimonianze, per Cinturrino Abderrahim “Zack” Mansouri era un’ossessione. “Di’ a Zack che se lo becco, lo uccido”, avrebbe riferito più volte a diversi messaggeri tra i pusher. Frase che avrebbe detto personalmente allo stesso 28enne marocchino: “O ti arresto, o t’ammazzo”.

Le richieste della difesa

I legali Marco Bianucci e Davide Giuseppe Giugno che difendono Cinturrino hanno chiesto la scarcerazione e i domiciliari.
La Procura chiederà la conferma del carcere. La decisione dei giudici è attesa per i prossimi giorni.

Le indagini

Intanto, sale il numero di poliziotti indagati nel caso Rogoredo. Altri due del commissariato Mecenate sono stati iscritti nel registro degli indagati a Milano. Le nuove iscrizioni, di cui una per falso a carico di una poliziotta, sono legate alla richiesta di incidente probatorio notificata in queste ore per convocare almeno otto testimoni, tra pusher e tossicodipendenti. Tra le nuove accuse ci sarebbe anche quella di un arresto illegale. Gli indagati salgono da quattro a sei, Cinturrino escluso. Secondo quanto emerge dalla richiesta di incidente probatorio del pm Giovanni Tarzia, sono 43 in totale i capi di imputazione a carico dell’assistente capo e degli altri sei poliziotti indagati.

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