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HomeEsteri Vinciguerra (Leonardo Spa): “Processi di difesa sempre più veloci grazie all’Ia”

“Processi di difesa militare
sempre più veloci
grazie a tecnologie Ia"

Vinciguerra, responsabile di Leonardo

“Le priorità: droni e cybersicurezza"

di Greta Giglio07 Settembre 2026
07 Settembre 2026

Alfredo Vinciguerra, responsabile del marketing e delle campagne strategiche dell'azienda Leonardo

Alfredo Vinciguerra è responsabile del marketing e delle campagne strategiche di Leonardo, azienda di punta nelle produzioni globali nel settore della difesa e della sicurezza. Alla maggiore attenzione mediatica e politica posta a questo ambito corrisponde anche un aumento di richiesta di assetti militari, sempre più integrati con le tecnologie di intelligenza artificiale.

Quali sono gli assetti di difesa militare più richiesti a Leonardo?
“Sicuramente il conflitto in Ucraina ha innalzato il livello di attenzione e la necessità di avere maggiore protezione. La difesa aerea –  sistemi missilistici e radar – rimane la priorità più alta, per l’Italia ma anche per la Nato. Altro elemento sempre più richiesto è la componente satellitare, sia per la connettività, sia per l’osservazione. In Italia non disponiamo di una copertura di 24 ore ma ci si sta arrivando piano piano. Poi il conflitto russo-ucraino ha portato nuove esigenze negli assetti militari, soprattutto di droni, tecnologie di cyber security e gli applicativi con intelligenza artificiale”. 

Che uso viene fatto dell’intelligenza artificiale?
“Rispetto al passato il grande cambiamento sul campo di battaglia è la mole infinita di sensori che vengono impiegati. Ogni singolo soldato diventa un osservatore che raccoglie dati. Il problema è correlare tutti questi dati e analizzarli per prendere decisioni, cosa che l’Ia può fare. Un’altra applicazione è nella manualistica: addestrare la macchina a dare risposte a un operatore con informazioni che consistono in migliaia di pagine velocizza in modo significativo i processi di comando e controllo”.

È fantascienza pensare a soldati robot potenziati dall’intelligenza artificiale? 
“Non è tanto fantascienza. Nell’area del campo di battaglia chiamata “dead zone” – cioè la zona più vicina al conflitto, più pericolosa – si stanno studiando i mezzi autonomi. Può essere un elicottero senza equipaggio o un drone piccolo che può prendere decisioni al verificarsi di eventi, senza necessità di supervisione umana. Poi probabilmente arriveremo anche ai robot antropomorfi sul campo”.

Ci sono pericoli che si corrono nell’uso dell’Ia?
“I dati sono analizzati in sistemi chiusi, quindi per esempio il rischio di avere risposte sbagliate è poco. Poi in Leonardo abbiamo una grandissima attenzione alla protezione delle informazioni e dei dati. Insieme allo Stato Maggiore di Difesa stiamo affrontando la gestione delle piattaforme, cioè la certificazione dei dati di cui bisogna sapere la provenienza e che devo “pulire” prima di inserirli nella macchina”. 

Rispetto alla guerra cibernetica che tipo di difesa si sta sviluppando?
“Lo Stato Maggiore della Difesa ha dedicato un reparto per lo studio e il contrasto delle minacce cibernetiche. Oggi abbiamo un’infinità di attacchi, principalmente dalla Cina e dalla Russia. Leonardo ha una divisione dedicata esclusivamente alla cyber security, sia a livello nazionale che internazionale”.

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