Violenza sessuale a FirenzeOggi studentesse americaneascoltate in aula bunker

È stata scelta la modalità protetta presenti anche i 2 carabinieri accusati

Sono tornate a Firenze, ma solo per poche ore, le due studentesse americane che lo scorso settembre hanno denunciato per una violenza sessuale i carabinieri Marco Camuffo e Pietro Costa. Questa mattina, intorno alle 10, hanno raggiunto a bordo di un pulmino nero dai vetri oscurati l’aula bunker del capoluogo toscano, entrando da un ingresso secondario, per essere ascoltate dal gip Mario Profeta. Presenti nella struttura anche i militari dell’Arma.

Non è prevista la possibilità che accusatrici ed accusati si incontrino. Per l’incidente probatorio è stata scelta infatti la modalità protetta: le due giovani donne, accompagnate da un interprete, verranno interrogate in una stanza separata, mentre tutti gli altri seguiranno il colloquio dall’aula bunker tramite un collegamento audio video.

Ogni difensore potrà presentare una lista di domande che il giudice porrà alle ragazze, ma solo se le reputa pertinenti. L’avvocato del carabiniere Pietro Costa, Giorgio Carta, ha detto ai giornalisti di aver consegnato preliminarmente al giudice Profeta 250 domande per ciascuna studentessa.

In questa fase è necessario “cristallizzare” il racconto di quanto avvenne il 7 settembre  scorso in un palazzo di via Borgo Santi Apostoli. I carabinieri, in servizio, si sarebbero offerti di accompagnare a casa le giovani in stato di ubriachezza dopo una serata passata tra la movida fiorentina. Uno dei due ha poi confessato di aver avuto un rapporto sessuale con una delle studentesse, ma che la ragazza fosse consenziente. «Non è vero che sembravano ubriache. Non me ne sono accorto, e sono state loro a invitarci a salire fino a casa. Noi ci siamo andati».

La prima udienza era stata già rimandata una volta. Si sarebbe dovuta tenere il 10 novembre. Ma prevedendo che dovesse essere preceduta da una discussione preliminare tra i difensori, le ragazze non erano state convocate a Firenze. Una di loro era arrivata già in Italia nei giorni precedenti, prima del rinvio, che peraltro fece discutere. «È controproducente, la ragazza sta male, è venuta con i genitori, è ancora sconvolta e sotto antidepressivi. Oltre al danno morale, ora si aggiungono le spese dei viaggi e dell’albergo», aveva commentato Sandro Paternò, legale di una delle due americane.

Marina Lanzone

Nata a Monopoli (Ba) il 17 febbraio 1993. Laureata in Lettere all'Università di Bari, ha iniziato a collaborare con una testata on-line. Nel 2016 ha frequentato un Master in giornalismo semestrale che le ha offerto l’opportunità di fare uno stage presso la sede romana del Tg5. Appassionata di teatro e cinema ma anche costume e società ha iniziato il secondo master in giornalismo presso la Lumsa per mettersi in gioco e diventare una giornalista multitasking.