MILANO – Nuova condanna per Zaccaria Mouhib, in arte Baby Gang. Il trapper ventiquattrenne, che domina le classifiche di streaming tra milioni di follower e collaborazioni internazionali, dovrà scontare 2 anni e 8 mesi di reclusione con rito abbreviato per ricettazione e detenzione di arma da fuoco in un albergo.
La condanna per Baby Gang
I fatti risalgono allo scorso 11 settembre. Il rapper era stato arrestato dai carabinieri in una camera d’albergo a Milano dove soggiornava dopo un concerto di Emis Killa. Durante la perquisizione, legata a un’indagine più vasta della Procura di Lecco, i militari avevano rinvenuto una semiautomatica clandestina con matricola abrasa. Davanti ai magistrati, Mouhib si era difeso sostenendo di girare armato per “paura di essere derubato”.
La sentenza, emessa il 4 marzo dalla gup di Milano Chiara Valori, aggiunge un altro tassello alla complessa parabola giudiziaria dell’artista. Dopo il verdetto, Baby Gang ha voluto mandare un messaggio dicendo di aver chiuso con il passato e di volersi dedicare solo alla propria carriera musicale.
La difesa ha sempre spinto sulla necessità di distinguere l’immagine pubblica del trapper dalla realtà di un ragazzo che è “niente più che un giovane. Un artista italiano di seconda generazione afflitto da patologiche dipendenze da sostanze. E che sta cercando di emergere dal contesto economico e sociale profondamente degradato e disagiato. Contesto al quale è stato, sin da giovanissimo, esposto e del quale è divenuto, suo malgrado, narratore”.
I precedenti
L’indagine più ampia dei pm di Lecco, che aveva portato al nuovo arresto, era partita dal ritrovamento di un mitragliatore AK47. L’arma era stata utilizzata “durante le riprese di alcuni video” di Baby e dell’amico e collega Simba La Rue. Oltre alla pena legata alla condanna per la pistola, Baby Gang sta scontando in affidamento in prova ai servizi sociali una condanna definitiva per la sparatoria avvenuta nel luglio 2022 vicino a corso Como, nel cuore della movida milanese.
Quando la musica fa rima con violenza: i casi di Simba La Rue e Shiva
Lo scorso ottobre la corte d’appello di Milano aveva stabilito che Baby Gang avrebbe pagato una multa di 2600 euro per minacce aggravate. Oltre a Mouhib era imputato anche l’altro trapper Simba La Rue (Mohamed Lamine Saida). Entrambi i trapper il 12 luglio 2021 davanti alla discoteca Old Fashion avrebbero minacciato gli addetti alla sicurezza della discoteca di “mettere a ferro e fuoco il locale se la domenica successiva fosse stato nuovamente vietato loro l’ingresso”, e lo avrebbero fatto “servendosi di bottiglie di vetro, bastoni e spranghe”.
Nel 2023 anche un altro trapper del panorama italiano aveva avuto problemi con la giustizia. Shiva (vero nome Andrea Arrigoni) nel luglio del 2023 aveva sparato davanti al suo studio di registrazione a Settimo Milanese, nell’hinterland di Milano, ferendo due rivali. Shiva era stato arrestato per tentato omicidio, porto abusivo di arma da fuoco e ricettazione della pistola che non è mai stata trovata.


