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HomePolitica Il Veneto approva la legge sul fine vita. Zaia: “Un segnale nazionale”

Fine vita, svolta in Veneto
approvata la legge regionale
Zaia: "Segnale nazionale"

L'ok della regione di centrodestra

La legge passa con 32 voti favorevoli

di Enza Savarese03 Settembre 2026
03 Settembre 2026
fine vita veneto

Il presidente del Consiglio Regionale del Veneto, Luca Zaia, durante il dibattito sulla legge regionale per il fine vita assistito | Foto Ansa

VENEZIA – Il Veneto approva la sua legge regionale sul suicidio medicalmente assistito. Salgono così a quattro – ci sono anche Emilia Romagna, Sardegna e Toscana – le regioni che scelgono autonomamente e non attendono una normativa nazionale per legiferare sul fine vita. Per la prima volta è una regione del centrodestra a far notare il vuoto legislativo che esiste sulla questione in Italia. “Nulla è più importante della dignità della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari”, ha sottolineato il governatore veneto, Alberto Stefani. 

Zaia: “Una legge di civiltà”

In un’intervista a Repubblica anche l’ex governatore leghista della regione, Luca Zaia, ha definito l’approvazione regionale come “un bel segnale a livello nazionale” per una causa che non è “di destra o di sinistra”. Una battaglia che l’ex governatore ha seguito per anni, incassando – due anni fa quando era ancora a capo della Regione – la bocciatura del testo d’iniziativa popolare per un solo voto. Per l’attuale presidente del consiglio regionale del Veneto la critica non è verso uno schieramento politico, ma a tutto il Parlamento. “La Corte costituzionale ha aperto. Ha sollecitato tra volte diversi Parlamenti affinché facessero una legge. Ma prima o poi questo Paese dovrà trovare una quadra e farla”, ha aggiunto il leghista, definendo la svolta nella sua regione come “una legge di civiltà”. Un appello condiviso anche da Mariolina Castellone, vicepresidente del Senato e capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali al Senato che su X ha ricordato l’esistenza di un testo a livello nazionale “sottoscritto dalle opposizioni e già pronto”. 

Il voto in aula

Intanto nell’aula regionale veneta la legge è passata con 32 voti favorevoli, 4 astenuti e 14 contrari. A votare compatto a favore è stato il centrosinistra, mentre i partiti di centrodestra si sono spaccati. I 9 consiglieri di Fratelli d’Italia si sono schierati per il no. Da Forza Italia, invece, la libertà di voto sulla questione ha portato a un sì e due astensioni. Dalla Lega, che ha sostenuto la normativa, si sono invece staccati i capogruppo Riccardo Barbisan e Filippo Rigo. Stessa linea contraria per i due consiglieri di Resistere Veneto e il vannacciano Stefano Valdegamberi. 

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