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Cpr, certificati medici falsi
per migranti irregolari
oltre 20 perquisizioni

L'inchiesta era partita da Ravenna

Salvini: "Radiazione dall'albo"

di Iris Venuto16 Settembre 2026
16 Settembre 2026
cpr perquisizione medici

Prescrizione medica | Foto Pexels

ROMA – La Procura di Ravenna ha emesso diversi decreti di perquisizione – locale, personale e informatica – nei confronti di oltre 20 medici in tutta Italia. Al centro del provvedimento la presunta formazione e il rilascio di certificati medici falsi, utilizzati per impedire il trasferimento di persone migranti nei Cpr, le strutture in cui vengono trattenuti i cittadini stranieri irregolari. Dei 20 professionisti, tutti, ad eccezione di uno, al momento non risultano indagati. L’inchiesta, partita da analoghi casi emersi a Ravenna, si è ora allargata alle città di Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese.

La reazione del governo

Non si fa attendere la dura reazione della maggioranza. Per il leader della Lega Matteo Salvini si tratta di una vicenda molto grave che, nel caso in cui i medici fossero riconosciuti colpevoli, non potrebbe concludersi con il solo risarcimento dei danni, ma dovrebbe portare direttamente alla loro radiazione dall’albo : “Altro che giuramento di Ippocrate, se fosse confermata l’accusa questi avrebbero ‘giurato’ in un centro sociale”, ha scritto su X il vicepremier. 

Seguendo la stessa linea il capogruppo di Fi alla Camera, Galeazzo Bignami, chiede maggiore chiarezza sulla vicenda “che presenta contorni sempre più inquietanti”. Le preoccupazioni del deputato riguardano l’eventuale esistenza, dietro i casi già emersi a Ravenna, di un sistema più ampio e organizzato finalizzato a incrementare i flussi migratori illegali nel nostro Paese. “Non si tratterebbe più di singoli episodi, ma della possibile esistenza di una rete capace, a livello nazionale, di incidere concretamente sull’applicazione delle decisioni dello Stato”, ha dichiarato Bignami. 

L’inchiesta partita da Ravenna

Già nei mesi scorsi, a Ravenna, sono stati perquisiti otto medici del reparto delle Malattie infettive dell’ospedale di Santa Maria delle Croci, indagati per falso e interruzione di pubblico servizio per 34 certificati ritenuti falsi. Per tre di loro, il gip ha emesso l’interdizione dalla professione per 10 mesi. Per i restanti, invece, il divieto di occuparsi di certificati per i Cpr.

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