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HomeCronaca Bibbiano, i giudici: “Il clamore mediatico ha travolto le vite dei bambini”

Caso Bibbiano, i giudici:
"Travolte le vite dei bambini
con quelle degli imputati"

Il passaggio contenuto nella sentenza

del processo sul presunto sistema

di Alessio Sebastiano Corsaro06 Febbraio 2026
06 Febbraio 2026
Bibbiano

Il momento della lettura della sentenza del processo 'Angeli e Demoni', sul presunto sistema di affidi illeciti, Reggio Emilia, 9 luglio 2025 | Foto Ansa

BOLOGNA – Una ferita che non si rimargina. Secondo i giudici che si sono occupati del caso Bibbiano, la vicenda ha riscosso “un clamore mediatico tale da aver travolto non solo le sorti dei bambini e dei loro familiari ma, con conseguenze non calcolabili, le vita degli imputati e degli stessi testimoni”. A rivelarlo è un passaggio della sentenza del processo “Angeli e Demoni”, incentrato sugli affidi nella Val D’Enza reggiana dal 27 giugno 2019, giorno delle misure cautelari. 1650 pagine per spiegare la decisione del 9 luglio, quando i giudici hanno emesso tre condanne con pena sospesa a fronte delle richieste fino a 15 anni avanzate dalla Procura. 

L’inizio dell’inchiesta e il presunto sistema Bibbiano

L’inchiesta sul caso parte nel 2018. A innescare la miccia nel piccolo centro di Bibbiano, paesino non lontano da Reggio Emilia, è una sequela di denunce alla magistratura da parte dei servizi sociali che avevano segnalato casi di abusi sessuali e violenze su minori da parte degli stessi genitori. A fine giugno 2019 più di venti persone, tra cui assistenti sociali e psicologi, risultano indagati. 

L’accusa è quella di aver redatto o agevolato relazioni false per allontanare i bambini dalle loro famiglie e darli in affido, in alcuni casi, ad amici e conoscenti. Tra le presunte pratiche ideate allo scopo di creare prove da utilizzare poi contro i genitori naturali, ci sarebbe l’uso di una “macchinetta della verità” a impulsi elettromagnetici per indurre nei piccoli falsi ricordi, e l’utilizzo di disegni modificati a sfondo sessuale.

Lo scontro politico e le sentenze

La vicenda si trasforma presto in un vero e proprio circo politico e mediatico. Il centrodestra, seguito poi dal M5S, accusa il PD di una campagna dai toni violenti. Meloni e Salvini vanno a Bibbiano e accusano i Dem per le responsabilità dei fatti. La giunta regionale guidata da Stefano Bonaccini viene attaccata duramente, a un anno dalle elezioni regionali. 

Il 9 giugno 2025 arriva la sentenza di primo grado del processo “Angeli e Demoni” con le annesse pene: due anni a Federica Anghinolfi, ex responsabile dei Servizi sociali della Val d’Enza, un anno e otto mesi all’assistente sociale Francesco Monopoli, cinque mesi a Flaviana Murru, neuropsichiatra. Le tre pene riguardano esclusivamente episodi di falso in atto pubblico. Gli altri 11 imputati vengono assolti, dopo tre anni di udienze e battaglie infuocate in Aula che, ancora oggi, lasciano il segno.

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