Un fermo immagine tratto dalla trasmissione "Non e' l'Arena" su La7 mostra Jimmy Bennett ospite di Massimo Giletti a Non è l?Arena, Roma, 23 settembre 2018. ANSA Non e' l'Arena LA7 +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

Jimmy Bennett da Giletti“La Argento mi violentò”La replica: “Mai rapporti”

L’attore californiano a “Non è l’Arena” Ma i social si schierano con Asia

Nessun passo indietro da parte di Jimmy Bennett, l’attore californiano che ha accusato Asia Argento di stupro quando lui aveva 17 anni. “C’è una perfetta corrispondenza tra lo schema Asia e lo schema Weinstein. Anche Asia ha abusato del proprio potere”. Ospite a “Non è l’Arena”, condotto da Massimo Giletti, Bennett lancia accuse durissime nei confronti dell’ex giudice di X Factor. “Sì, Asia mi ha violentato”, ribadisce Bennett nell’intervista.

Sui social però sono in molti a non credere alla versione del ragazzo. Il sospetto è quello che si tratti di un’operazione finalizzata a recuperare i soldi persi dopo che l’accordo sottoscritto con Anthony Bourdain, il compagno di Argento, è saltato.

“La chiamavo mamma”, ha dichiarato poi il giovane musicista attore a Giletti, rispondendo a una domanda sul suo rapporto con Asia Argento. I due avevano recitato insieme nel 2004, nel film “Ingannevole è il cuore più di ogni cosa” dell’artista romana. “Finite le riprese nel 2004 – sostiene l’attore statunitense – il nostro rapporto è continuato via sms, via mail, ma non l’ho più vista. Non c’è mai stato un altro incontro faccia a faccia per dieci anni. L’ho tenuta aggiornata sulla mia attività”.

Successivamente “è stata Asia, nel 2013, a propormi l’incontro via Twitter. Poi, attraverso mail private, abbiamo stabilito di incontrarci. Non ero sorpreso, sapevo che prima o poi ci saremmo incontrati ed ero contento di vederla. Mi parlava di un film italiano al quale lei voleva che io partecipassi. Ricordo però che mi sentivo un po’ strano. Asia continuava a inviarmi foto e bigliettini che scriveva nella sua stanza di hotel. Per me c’è sempre stata una barriera culturale, non sapevo se il suo atteggiamento fosse una maniera di mostrare affetto e quindi non sapevo cosa aspettarmi. Per me – dice ancora Bennett – era come incontrare un’amica”.

 

Siria Guerrieri

Dottore di Ricerca, giornalista con la passione per Politica ed Esteri fin dai tempi dell’università. Nel 2010 e nel 2011 è a Washington DC per una borsa post-doc. Dal 2014 al 2016 collabora con la redazione di Rassegna, Rassegna.it e Liberetà, occupandosi di esteri e politiche dell'Unione Europea.