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Olimpiadi Milano-Cortina 2026
e la promessa del costo zero
Borrata (M5s): “Una finzione”

“Cittadini esclusi dalle decisioni”

Il richiamo della Corte dei Conti

di Enza Savarese18 Marzo 2026
18 Marzo 2026
olimpiadi

Mario Borrata, ingegnere ambientale ed ex candidato al Consiglio Regionale del Veneto per il M5s

Le “Olimpiadi a costo zero” sono state una promessa ben lontana dalla realtà. Non solo dal punto di vista economico, ma anche ecologico. Lo sottolinea a Lumsanews Mario Borrata, ingegnere ambientale ed ex candidato al Consiglio Regionale del Veneto per il M5s. 

Quali sono state le principali problematiche in merito alla pista da bob a Cortina?

“Sicuramente l’esplosione incontrollata dei costi per la pista da Bob. Questa spesa è del tutto sproporzionata se si considera che l’opera servirà a pochissimi sportivi: in tutta Italia si contano appena 34 atleti praticanti tra bob e skeleton. Ancora più assurdo se si pensa che dall’altra parte delle Alpi c’è Cesana‐Pariol, costruita per Torino 2006, costata circa 110 milioni di euro e chiusa dopo pochi anni per spese di esercizio fuori controllo. Invece di intervenire su uno di questi impianti, come aveva chiesto anche l’amministrazione torinese, si è deciso di ripartire da zero, ignorando gli appelli del Cio a riutilizzare strutture già esistenti e con un piano di gestione credibile nel lungo periodo. Il risultato è che sono stati abbattuti oltre cinquecento larici secolari per costruire l’ennesima cattedrale nel deserto, sottraendo fondi pubblici vitali che avrebbero potuto rafforzare sanità e infrastrutture essenziali”.

I cittadini sono stati informati del massiccio cambiamento ambientale che i lavori per le Olimpiadi invernali avrebbero causato al territorio?

“Sono stati esclusi dai processi decisionali. Le ordinarie e trasparenti procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sono state frammentate o accelerate ricorrendo ai poteri straordinari dei Commissari di Governo. A causa di questo silenzio istituzionale, le associazioni territoriali hanno dovuto organizzare sondaggi indipendenti per certificare come oltre il 60% dei residenti giudicasse inaccettabile l’impatto ecologico imposto senza un vero dibattito”.

Lei durante i lavori ha denunciato come le persone con disabilità sarebbero rimaste escluse a causa del ritardo nei lavori di accessibilità alle arene dei giochi. Ha certificato testimonianze di questi episodi? Ha citato anche documenti che attestino questa criticità, a quali carte fa riferimento?

“Durante i cantieri ho denunciato come l’accessibilità all’Arena di Verona per le persone con disabilità sia stata trasformata in un inganno ai danni dei cittadini. Le responsabilità ricadono sui soggetti attuatori, tra cui Simico, il commissario Fabio Saldini, il Ministero delle Infrastrutture e la Regione Veneto, che hanno avallato un cronoprogramma incompatibile con l’inizio dei Giochi”.

La fine di tutti i lavori previsti è pianificato per il 2033. Quali sono le principali infrastrutture che dovrebbero essere completate a fari spenti e sarebbero state invece molto utili per le Olimpiadi 2026?

“L’eredità infrastrutturale veneta e lombarda si è rivelata una finzione, con la fine di molte opere accessorie rinviata fino al 2033. Questo fallimento è stato formalmente certificato dalla delibera della Corte dei Conti che ha esaminato il Fondo opere infrastrutturali. La magistratura contabile ha intimato a Simico un aggiornamento urgente dei cronoprogrammi, rilevando che pochissimi dei 98 interventi a totale copertura finanziaria erano concretamente ultimati e raccomandando misure di sicurezza per i numerosi cantieri rimasti aperti”.

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