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HomePolitica Referendum giustizia, Meloni chiama al voto e attacca il No: “Mentono”

Meloni chiama al voto
sul referendum e attacca il No
"I nostri avversari mentono"

Lo scontro a distanza con Schlein

Maratona di FI davanti la Cassazione

di Roberto Abela03 Marzo 2026
03 Marzo 2026
Referendum giustizia Meloni

Un frame mostra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in una intervista al Tg5, Roma, 2 marzo 2026 | Foto Ansa

ROMA – “I sostenitori del No costretti a mentire”. È l’offensiva lanciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un’intervista rilasciata ieri 2 marzo al Tg5. La premier è tornata sul referendum confermativo del 22 e 23 marzo, definendo la riforma della giustizia come “ necessaria per modernizzare l’Italia”. “Una riforma giusta. Tanto giusta che i sostenitori del No hanno bisogno di mentire per essere convincenti”, ha dichiarato.

Meloni: “La riforma non assoggetterà i giudici”

Secondo i vertici di Palazzo Chigi verrà tolta la possibilità a esecutivo e partiti di indicare una parte del Csm, contrastando così la presenza delle correnti. Il riferimento è al meccanismo di sorteggio per la componente laica del Consiglio superiore della magistratura, che però rischia di configurarsi come un listino bloccato capace di lottizzare la magistratura in mancanza di regole precise.

Per il comitato “Giusto dire No” l’obiettivo è dichiarato

Su questo e altri nodi si sta consumando lo scontro sulla riforma tra governo e opposizioni, oltre che tra i rispettivi comitati. A stretto giro è arrivata infatti la risposta del presidente del Comitato ‘Giusto Dire No’ Enrico Grosso: “La riforma ha un solo obiettivo: modificare le norme costituzionali che disciplinano il funzionamento del Consiglio superiore della magistratura”, ha detto Grosso dal Forum Ansa.

Lo scontro a distanza con Schlein e la maratona per il Sì di Fi

Anche la segretaria del Pd Elly Schlein ha attaccato la riforma costituzionale da Torino, a margine di un’iniziativa del Pd sul referendum: “Indebolisce le toghe senza migliorare l’efficienza della giustizia per i cittadini italiani: non rende più veloci i processi, non assume il personale che manca, non stabilizza i 12.000 precari della giustizia. Lo dice lo stesso ministro Nordio”.

Intanto Forza Italia comincia la sua maratona per il Sì organizzata con i comitati  ‘Sì Separa’ della Fondazione Einaudi, ‘Cittadini per il sì’ e ‘Camere penali per il sì’. Dal podio di piazza Cavour a Roma, allestito di fronte al palazzo della corte di Cassazione, si alterneranno tutti i giorni figure di spicco del partito e sostenitori del Sì, fino all’8 marzo.

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